I teriani hanno trasformato una piazza di Buenos Aires in un teatro di identità non convenzionali, dove adolescenti con maschere da cani, gatti e volpi si muovevano su quattro zampe creando acrobazie tra gli alberi. Questi raduni sono l’ultima manifestazione di un fenomeno che coinvolge individui che si identificano mentalmente, spiritualmente o psicologicamente con animali non umani.
Un fenomeno che cresce nell’ombra digitale
Il termine “teriano”, contrazione di “teriantropo” dalla parola greca per metà-umano e metà-animale, ha iniziato a circolare negli anni ’90 sui forum internet, crescendo discretamente attraverso mailing list e siti web dell’era pre-Facebook. La comunità teriana occidentale moderna è nata nel 1993 su un forum dedicato alla fiction sui lupi mannari, evolvendosi rapidamente da spazio letterario a punto di ritrovo per chi cercava risposte più profonde sulla propria identità.

Secondo analisi recenti, l’Argentina guida il coinvolgimento tra i paesi latinoamericani con oltre 2 milioni di post sotto l’hashtag #therian. La crescita del movimento nel paese sudamericano non è casuale: gli esperti ritengono che l’ambiente “relativamente libero” dell’Argentina abbia favorito l’espansione di questa tendenza.
Identità fluida oltre le specie
I “teriotipi” possono essere animali estinti o esistenti: canini come lupi e volpi, felini come gatti domestici e pantere sono i più comuni, ma includono una vasta gamma di specie tra cui uccelli, rettili e invertebrati. La ricerca accademica ha identificato pattern interessanti: il 68% delle trasformazioni coinvolge canini, suggerendo una predilezione per animali socialmente organizzati.
Molti teriani sentono lo “shift”, cambiamenti temporanei nel comportamento o nella mentalità che li portano ad agire come l’animale con cui si identificano, inclusa la sensazione di “arti fantasma” come orecchie o code. A differenza della licantropia clinica, i teriani considerano la propria identità strettamente non-fisica, distinguendosi nettamente dai disturbi psichiatrici tradizionali.
La prospettiva scientifica
Secondo una revisione sistematica pubblicata su ScienceDirect, gli esperti mettono in guardia contro la patologizzazione non necessaria di questi gruppi. Uno studio su 112 teriani e 265 non-teriani ha utilizzato scale standardizzate per il benessere psicologico, rivelando differenze principalmente nelle relazioni sociali piuttosto che in disturbi gravi.

Una ricerca su 200 blog ha mostrato che il 49% si identifica come LGBTQ+, il 28% affronta problemi di salute mentale e un quarto si identifica come neurodivergente. Paradossalmente, l’identità teriana può agire come fattore protettivo per chi sperimenta livelli più alti di autismo e schizotipia, suggerendo un ruolo di supporto comunitario piuttosto che problematico.
Il caso argentino: libertà di espressione
Débora Pedace, psicologa e direttrice del Centro Terapeutico Integrale di Buenos Aires, ha riconosciuto che il fenomeno genera una miscela complessa di confusione, risate e persino rabbia, definendolo “identificazione simbolica con un animale”. Diventa patologico solo quando si trasforma in una convinzione profondamente radicata e la persona assume completamente il ruolo dell’animale.
Per molti giovani argentini, il movimento ha fornito una comunità vitale dove possono sentirsi veramente accettati. Il contrasto con la percezione pubblica è evidente: la crescita ha attirato l’attenzione di influencer e media, scatenando reazioni che vanno dalle risate allo sconcerto alla vera e propria rabbia.
Questa manifestazione di identità fluida è un capitolo contemporaneo nell’evoluzione delle forme di autoespressione giovanile, dove la tecnologia digitale incontra la ricerca di appartenenza in modi che sfidano le categorie tradizionali di comprensione umana.

