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ZuckOff: l'app che rileva gli occhiali spia

ZuckOff rileva gli occhiali intelligenti Meta nelle vicinanze via Bluetooth. Come funziona, cosa non può fare e perché la California ha già legiferato.

Occhiali intelligenti con LED accesi affiancati a obiettivo di telecamera, smartphone con app di rilevamento sottostante

Cinquemila download in un mese, zero campagne pubblicitarie, zero app store placement. ZuckOff - l’app che rileva gli occhiali intelligenti nelle vicinanze tramite segnale Bluetooth - è arrivata su App Store ad agosto e ha già convinto migliaia di persone che la domanda “c’è qualcuno che mi sta filmando?” merita una risposta tecnologica.

L’ha costruita Paweł Szydłowski, sviluppatore software polacco di 30 anni, dopo aver visto circolare online video di persone riprese a loro insaputa con occhiali Ray-Ban Meta. Szydłowski ha dichiarato di aver realizzato l’app dopo aver guardato video in cui persone con occhiali dotati di fotocamera filmavano ed identificavano sconosciuti ignari in luoghi pubblici. La risposta non è stata una petizione o una lettera aperta a Meta, ma qualcosa di più concreto: ha comprato diversi modelli di occhiali intelligenti, ha catalogato le loro impronte Bluetooth e ha scritto il codice che le riconosce.

Come funziona la rilevazione Bluetooth

Il meccanismo è più diretto di quanto sembri. Szydłowski ha acquistato diversi modelli di occhiali intelligenti e ne ha catalogato le impronte Bluetooth, per poi scrivere un software che confronta ciò che il telefono riceve con quel catalogo. ZuckOff è stato addestrato a rilevare gli identificatori Bluetooth univoci di vari modelli di occhiali intelligenti - Ray-Ban Meta, Oakley Meta, Snap Specs - nelle vicinanze.

Ogni paio di occhiali intelligenti trasmette continuamente segnali Bluetooth per comunicare con lo smartphone abbinato. L’app identifica i segnali Bluetooth trasmessi dagli occhiali compatibili e usa le informazioni contenute in quei segnali per determinare se un paio noto si trova nelle vicinanze; alcuni dei servizi Bluetooth possono contenere identificatori associati a dispositivi Meta o Ray-Ban. Il risultato è una stima approssimativa della distanza, non una localizzazione precisa.

La schermata di scansione standard mostra la probabile prossimità degli occhiali nelle vicinanze, mentre ZuckOff Pro può inviare notifiche quando vengono rilevati occhiali con capacità di registrazione anche quando l’app non è aperta. La funzionalità principale è gratuita; la versione Pro è disponibile per una quota una tantum di 25 dollari.

Sette milioni di paia e una spia che si può disattivare

Il contesto in cui nasce ZuckOff è preciso. Nel 2025, EssilorLuxottica - la società madre di Ray-Ban - ha venduto oltre sette milioni di paia di occhiali Meta, triplicando le vendite del 2023 e 2024 messe insieme. Un prodotto passato da nicchia tecnologica a oggetto di massa, con tutti i problemi che questo comporta.

Meta ha progettato i propri occhiali con un LED bianco che lampeggia durante la registrazione - un segnale visivo pensato per avvisare chi è nelle vicinanze. Il problema è che quel LED può essere disabilitato. Modificare gli occhiali Meta per impedire al LED di lampeggiare durante la registrazione è diventato un vero e proprio business: il servizio veniva offerto in 30 stati americani. In un caso documentato, un uomo faceva pagare 100 dollari per rimuovere il LED usando un trapano, una sonda dentale e del nastro adesivo.

La risposta di Meta è arrivata con un aggiornamento firmware: l’azienda disabiliterà la fotocamera sui Ray-Ban smart glasses se il LED di registrazione viene fisicamente manomesso o distrutto, chiudendo una scappatoia che alcuni utenti sfruttavano per riprendere persone a loro insaputa. Ma il problema non era solo la rimozione fisica del LED. Come emerso di recente, gli occhiali Meta verificavano se il LED era bloccato solo all’avvio della registrazione: gli utenti potevano quindi coprirlo dopo aver già cominciato a filmare, senza alcuna conseguenza. Meta sta distribuendo una patch anche per questo comportamento.

Quello che ZuckOff non può fare

Va detto chiaramente: ZuckOff non è uno scudo. L’app non è in grado di dire se le persone stiano effettivamente registrando - può solo avvisare che gli occhiali sono accesi. Non identifica chi li indossa, non fornisce una direzione, non garantisce copertura totale. Come scrive lo stesso sviluppatore sulla pagina ufficiale, “il silenzio non è la prova che nessuno stia registrando, e un rilevamento non è la prova che qualcuno lo stia facendo”.

Ci sono anche limitazioni tecniche strutturali: gli occhiali trasmettono con maggiore intensità quando si accendono, si abbinano o escono dalla custodia; la maggior parte dei modelli continua a trasmettere mentre vengono indossati, ma alcuni modelli standalone rimangono silenziosi. Falsi positivi sono possibili, ad esempio se nelle vicinanze c’è un visore VR dello stesso produttore.

Bandi e legislazione: scuole, cinema e California

Mentre l’app guadagna utenti, le istituzioni si muovono per altra strada. Cinema, scuole e pub britannici hanno cominciato a vietare gli occhiali intelligenti direttamente. È la risposta più immediata disponibile, ma ovviamente funziona solo all’interno di uno spazio chiuso.

Sul fronte normativo, la California ha fatto da apripista. Il disegno di legge SB 1130 - il Wearable Device Privacy Protection Act, a firma della senatrice Eloise Gómez Reyes - aggiornerebbe le leggi sulla privacy dello stato creando un nuovo reato: l’uso di un dispositivo indossabile per riprendere audio o video di un’altra persona in un luogo di lavoro dove esiste una ragionevole aspettativa di privacy, senza consenso esplicito. Il testo prevede anche, come riportato da LexisNexis Legal Insights, la criminalizzazione della disabilitazione di qualsiasi indicatore luminoso sui dispositivi indossabili durante la registrazione.

Un problema di architettura, non solo di comportamento

La storia di ZuckOff mette in luce una tensione più profonda. Come ha dichiarato Szydłowski a Business Insider: «Noi come società abbiamo il diritto di sapere almeno che qualcuno sta registrando». È una posizione difficile da contestare, eppure la tecnologia rende questa consapevolezza strutturalmente complicata da garantire.

Una piccola luce nell’angolo della montatura lampeggia quando gli occhiali registrano, ma molte persone non sanno cosa indichi quella luce, e in un’interazione breve o in una scena pubblica affollata potrebbero non avere il tempo di notarla o di chiedere spiegazioni. Il problema non è solo la malafede di chi manomette il LED: è che il design stesso dell’oggetto è ambiguo per chi non lo conosce.

ZuckOff propone un modello alternativo: quello della notifica proattiva, analogo a quanto già fanno Apple e Google con i tracker Bluetooth come AirTag. Lo sviluppatore immagina un futuro simile all’approccio di Apple e Google per i tracker Bluetooth - un sistema che permette a iPhone e dispositivi Android di avvisare gli utenti quando un tracker sconosciuto sembra seguirli. Se i produttori di occhiali adottassero uno standard simile, la rilevazione non dipenderebbe da un’app di terze parti. Ma per ora, l’iniziativa resta di chi decide di cercarla.

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