Minecraft, per molti bambini, è il primo spazio online “libero”. Costruisci, esplori, parli con sconosciuti. Poi arrivano le chat. Le prese in giro. Le incursioni gratuite. Le risate degli altri quando qualcosa va storto.
Per un bambino nello spettro autistico, tutto questo pesa il doppio. Non perché sia più fragile, ma perché il gioco smette di essere gioco molto in fretta.
Stuart Duncan se ne accorge osservando suo figlio. Stessa scena che si ripete: entra in un server pubblico, qualcosa degenera, l’entusiasmo sparisce. Duncan lavora con i computer. Invece di cercare un posto migliore, costruisce un server Minecraft contro il bullismo.

Non ci sono livelli da superare nel modo “giusto”: esplori, raccogli risorse, inventi regole, sbagli e riparti. Per questo è uno dei pochi videogiochi che assomiglia più a un linguaggio che a un gioco.
Un’idea semplice, fatta bene
Nel 2013 nasce Autcraft. Un server Minecraft pensato per bambini e ragazzi autistici e per le loro famiglie. Niente slogan, niente retorica sull’inclusione. Solo una scelta precisa: creare uno spazio dove giocare senza doversi difendere.
L’accesso passa da una richiesta manuale. Questo permette di tenere fuori il rumore e dentro le persone giuste. Le regole sono poche, chiare, applicate davvero. I moderatori sono presenti, riconoscibili, parte della comunità. Il risultato è un ambiente stabile, dove le interazioni restano leggibili e il gioco torna al centro.
Col tempo Autcraft cresce. Arrivano famiglie da tutto il mondo. Il server diventa una sorta di rifugio digitale, uno di quei posti che non finiscono mai nelle classifiche, ma che continuano a funzionare anno dopo anno.
Dove si trova Autcraft oggi
Autcraft è ancora attivo. Il sito ufficiale è https://www.autcraft.com.

Da lì si accede a tutte le informazioni aggiornate, comprese le modalità per entrare nel server Minecraft. L’indirizzo del server non viene diffuso pubblicamente: una scelta coerente con lo spirito del progetto, che privilegia la qualità delle interazioni rispetto ai numeri.
Oggi Autcraft conta migliaia di utenti registrati ed è stato raccontato da media internazionali come esempio concreto di comunità online costruita con attenzione.
Una lezione, oltre Minecraft
Questa storia resta attuale perché mostra una cosa semplice: gli spazi digitali funzionano come vengono progettati. Le regole non sono il problema. Il problema è quando non esistono o restano sulla carta.
Autcraft dimostra che basta poco per cambiare l’esperienza di qualcuno. Un server. Delle regole chiare. Qualcuno che le faccia rispettare. E la decisione, rarissima, di mettere le persone prima della crescita.

