Nvidia ritarda schede video gaming per l’IA

Redazione

Il 2026 potrebbe segnare una svolta storica per Nvidia: per la prima volta in oltre trent’anni, l’azienda di Santa Clara potrebbe attraversare un intero anno senza lanciare nuove schede video dedicate al gaming. La ragione di questa decisione senza precedenti si chiama intelligenza artificiale.

Il boom dell’IA cambia le priorità di Nvidia

La trasformazione di Nvidia da azienda focalizzata su grafica e gaming a pilastro dell’intelligenza artificiale globale ha raggiunto il punto di non ritorno. Nei primi nove mesi del 2022, le GPU gaming rappresentavano circa il 35% del fatturato Nvidia. Nello stesso periodo del 2025, quella quota è scesa intorno all’8%. Al contrario, nel settore Data Center le entrate hanno raggiunto 51,2 miliardi di dollari, rappresentando l’88% delle vendite totali.

I numeri parlano chiaro anche sui margini: i chip per l’AI garantiscono margini nettamente superiori, circa il 65%, contro il 40% delle schede video consumer. In questo contesto, il gaming non è più una priorità strategica. È diventato un segmento marginale, utile per l’immagine, ma non più centrale per i conti.

Il mercato di Nvidia dal 2019 al 2026 – I data center impennano da inizio 2024 – Crediti: Statista.com

La crisi delle memorie blocca tutto

Dietro il rinvio delle nuove GPU gaming si nasconde un problema sistemico che affligge l’intero settore: la crisi globale delle memorie, alimentata proprio dall’esplosione dei data center AI. DRAM e NAND sono sempre più difficili da reperire, con prezzi in forte crescita e capacità produttiva dirottata verso i clienti enterprise.

La situazione è particolarmente critica per le memorie GDDR7, componenti fondamentali per le GPU di nuova generazione. Mancano le memorie GDDR7, quindi Nvidia non annuncerà le GPU della serie GeForce RTX 50 SUPER nel 2026. Per le GPU consumer vengono utilizzate memorie GDDR6, GDDR6X e GDDR7, la cui produzione da parte di Samsung, Micron e SK hynix è diminuita.

Come ha spiegato Nvidia stessa in una dichiarazione ufficiale: “La domanda di GPU GeForce RTX è forte e l’offerta di memoria è limitata. Continuiamo a spedire tutti i modelli di GeForce e stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri fornitori per massimizzare la disponibilità di memoria”.

Produzione ridotta e prezzi in aumento

Gli effetti della carenza si fanno già sentire sul mercato consumer. Nvidia sta pianificando un taglio del 30-40% nella produzione di GPU GeForce all’inizio del 2026, con alcuni modelli come RTX 5060 che potrebbero essere completamente rimossi dal mercato. L’azienda sta sacrificando il proprio segmento gaming per incanalare la scarsa memoria verso il business compute e networking, che registra margini operativi intorno al 65% rispetto al 40% circa del gaming.

Nel frattempo, secondo quanto riportato da TechRadar, i prezzi delle schede video RTX 5090 sono già aumentati significativamente sopra il prezzo al dettaglio originale, con modelli che raggiungono i 4.000 dollari presso diversi rivenditori.

In Italia, a Febbraio 2026, le RTX 5090 superano l’equivalente in euro di 4000 dollari

Un cambio irreversibile?

La decisione di Nvidia è una frattura culturale prima ancora che commerciale. Nvidia è l’azienda che ha costruito il proprio mito proprio grazie ai videogiocatori, alle GeForce, alle battaglie generazionali e al progresso grafico spinto anno dopo anno. Vedere quel pubblico messo in secondo piano diventa una frattura culturale prima ancora che commerciale. Il messaggio è chiaro: se c’è da scegliere tra gamer e data center, tra la propria storia e il profitto Nvidia non ha dubbi.

La situazione apre opportunità per la concorrenza. AMD e Intel competono entrambe nel mercato delle schede grafiche. Se manterranno un’offerta stabile, potrebbero guadagnare quota di mercato. Tuttavia, anche questi competitor potrebbero dover fare i conti con la disponibilità delle memorie.

Secondo le fonti di The Information, il ritardo non riguarda solo il 2026: la serie RTX 60 potrebbe non arrivare prima del 2028. Un vuoto produttivo che, se confermato, rappresenterebbe un cambiamento strutturale nel mercato delle GPU consumer, dove l’intelligenza artificiale ha definitivamente preso il sopravvento sui videogiochi.

Condividi articolo
Nessun commento

Lascia un commento