Obsidian divide gli utenti in due categorie: chi lo ama perdutamente e chi lo disinstalla dopo cinque minuti. Questa app di note-taking ha conquistato migliaia di utenti negli ultimi anni grazie al suo approccio unico e potente, ma nasconde anche delle insidie che molti non raccontano. Scopriamo insieme cosa rende Obsidian così speciale e perché potrebbe non essere per tutti.
Il cuore di Obsidian: note locali e markdown
A differenza di molti concorrenti che puntano tutto sul cloud, Obsidian adotta un approccio local-first: i tuoi file rimangono sul tuo dispositivo, garantendo controllo totale sui dati. Le note vengono scritte in markdown, un formato universale che ti permette di migrare facilmente verso altre piattaforme se un giorno dovessi cambiare idea.
Questa filosofia ha un vantaggio importante: possiedi davvero le tue note. Non dipendi da server esterni che potrebbero sparire o cambiare politiche. Tuttavia, significa anche dover gestire personalmente backup e sincronizzazione tra dispositivi, operazioni che richiedono un abbonamento separato.

Graph view e collegamenti: la vera rivoluzione
La caratteristica che più distingue Obsidian è la capacità di creare collegamenti bidirezionali tra le note. Basta digitare “[[” per collegare un documento a un altro, costruendo gradualmente una rete di connessioni che rispecchia il funzionamento del nostro cervello.
Il graph view trasforma questa rete in una visualizzazione interattiva, mostrando come le tue idee si interconnettono.
Un ecosistema di plugin che cambia tutto
Obsidian diventa veramente potente grazie ai suoi oltre 2.000 plugin della comunità. Questi componenti aggiuntivi trasformano l’app base in uno strumento personalizzabile per ogni esigenza: dalle tabelle stile Excel ai traduttori automatici, passando per integrazioni con Todoist e Trello.

La canvas view è un’altra freccia nell’arco di Obsidian: permette di creare mappe visive collegando note con linee e raggruppamenti, ideale per chi pensa in modo visuale. Tuttavia, questa ricchezza di opzioni porta con sé una curva di apprendimento piuttosto ripida.
Generoso per uso personale, costoso per i team
Una delle sorprese più positive è il prezzo: Obsidian è completamente gratuito per uso personale, senza limitazioni di funzionalità. Per le aziende, invece, è richiesta una licenza commerciale di 50 euro all’anno.
I servizi aggiuntivi hanno costi separati: Obsidian Sync per sincronizzare note tra dispositivi costa circa 4 euro al mese, mentre Obsidian Publish per pubblicare note online arriva a 8 euro mensili. Prezzi ragionevoli se consideri l’alternativa di gestire tutto manualmente.

Alcuni dei difetti
Obsidian ha anche dei punti deboli che emergono nell’uso quotidiano. L’interfaccia utente può risultare datata e poco curata rispetto a concorrenti come Notion, anche se i temi della comunità possono migliorare l’esperienza visiva.
Il limite più grande è l’assenza di funzioni collaborative. Obsidian è pensato esclusivamente per uso individuale: non puoi condividere facilmente note con colleghi o lavorare su documenti in team. Questo lo rende inadatto come strumento di project management aziendale.
Inoltre, non esiste una versione web: devi necessariamente installare l’app sui tuoi dispositivi. Per alcuni questo è un vantaggio in termini di sicurezza, per altri una limitazione fastidiosa.
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Vale la pena provarlo?
Obsidian è uno strumento potentissimo per chi cerca un sistema di note personale avanzato e sicuro. La versione gratuita completa permette di testarlo senza rischi, e le possibilità di personalizzazione sono praticamente infinite.

Tuttavia, non è per tutti: richiede tempo per essere padroneggiato e funziona solo per uso individuale. Se lavori in team o preferisci semplicità d’uso, alternative come Notion o Evernote potrebbero adattarsi meglio alle tue esigenze.
La vera forza di Obsidian sta nel permetterti di costruire un sistema di conoscenza personale che cresce con te nel tempo, collegando idee e informazioni in modo naturale e intuitivo.

