UpScrolled: l’alternativa a TikTok che cresce sulla censura

Redazione

Il passaggio di proprietà di TikTok negli Stati Uniti ha scatenato un vero e proprio esodo digitale. Migliaia di utenti stanno abbandonando la piattaforma cinese per confluire su UpScrolled, un’app social che promette maggiore libertà espressiva e trasparenza sui propri algoritmi. Una migrazione che racconta molto più di una semplice preferenza tecnologica: è il sintomo di una crescente diffidenza verso le piattaforme mainstream e il loro rapporto con la censura.

L’ascesa improvvisa di UpScrolled

In pochi giorni, UpScrolled è schizzata ai primi posti delle classifiche degli app store americani. L’aumento di download è stato così repentino da cogliere di sorpresa gli stessi sviluppatori, che si sono trovati a gestire un’ondata di nuovi utenti arrivati direttamente da TikTok. La piattaforma, fino a poco tempo fa sconosciuta ai più, si presenta come un’alternativa “senza filtri” ai giganti social tradizionali.

L’app condivide il formato video verticale di TikTok, ma si distingue per una policy editoriale dichiaratamente più permissiva. Gli utenti possono pubblicare contenuti su temi politici sensibili senza temere shadowbanning o rimozioni improvvise, una promessa che ha attirato soprattutto creator e attivisti che si sentivano limitati dalle regole sempre più stringenti delle piattaforme maggiori.

UpScrolled è disponibile sia per iPhone/iPad che per Android – Immagine da Apple App Store

La questione palestinese come catalizzatore

Uno degli elementi scatenanti di questa migrazione è legato alla percezione di censura sui contenuti riguardanti la Palestina. Molti creator sostengono che TikTok, sotto la pressione della nuova proprietà americana, abbia iniziato a limitare la visibilità di post critici verso Israele o di supporto alla causa palestinese. Una dinamica che ha spinto attivisti e utenti politicamente impegnati a cercare spazi alternativi dove esprimersi senza filtri.

UpScrolled ha capitalizzato su questa frustrazione posizionandosi come rifugio per contenuti censurati altrove. La piattaforma non nasconde di voler accogliere discussioni che altri social considererebbero troppo controverse, trasformando quello che potrebbe sembrare un limite in un punto di forza per attrarre una nicchia specifica di utenti.

Un fenomeno più ampio di frammentazione sociale

La crescita di UpScrolled non è un caso isolato, ma parte di un trend più ampio di frammentazione del mondo social. Dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, l’emergere di Mastodon e Bluesky, e ora questa fuga da TikTok, stiamo assistendo a una balcanizzazione dell’internet sociale. Gli utenti non cercano più la piattaforma universale, ma spazi che rispecchino i loro valori e le loro priorità comunicative.

Nella sua homepage, UpScrolled si posiziona come la risposta per chi è stato shodowbanned

Questo fenomeno pone questioni importanti sulla natura stessa dei social media. Se ogni comunità si rifugia in echo chamber sempre più isolate, cosa succede al dibattito pubblico? UpScrolled è una risposta alla censura o contribuisce ulteriormente alla polarizzazione digitale?

I problemi di una piattaforma emergente

Nonostante l’entusiasmo iniziale, UpScrolled dovrà consolidare la sua posizione. Mantenere la promessa di libertà espressiva senza scivolare nell’anarchia comunicativa è un equilibrio delicato. La piattaforma dovrà dimostrare di saper gestire contenuti problematici senza tradire la fiducia degli utenti che l’hanno scelta proprio per sfuggire alla censura.

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Inoltre, resta da vedere se UpScrolled riuscirà a sviluppare un proprio ecosistema creativo indipendente o se rimarrà principalmente un rifugio temporaneo per utenti scontenti di TikTok. La storia dei social media è piena di piattaforme alternative che hanno brillato brevemente per poi scomparire quando l’attenzione mediatica si è spostata altrove.

Il caso UpScrolled dimostra come il controllo editoriale delle piattaforme social sia diventato un tema centrale nell’era digitale. Ogni decisione sulla moderazione dei contenuti ha conseguenze politiche e sociali che vanno ben oltre la tecnologia. In un mondo dove l’informazione viaggia sempre più attraverso video di pochi secondi, chi decide cosa può essere visto e cosa no detiene un potere enorme sulla formazione dell’opinione pubblica.

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